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Recensioni,  Un libro per ogni lettore

Recensione: “Il caffé alla fine del mondo”, di John Strelecky

“Che ci fai qui?
Hai paura della morte?
Ti senti appagato?”

Un giorno, dopo un viaggio iniziato per staccare dalla routine e ritrovarsi, John si imbatte in una particolare tavola calda, dispersa nel nulla e dal nome fuori dal comune “CHECIFAIQUI”.
Incuriosito, affamato e sfinito dal viaggio senza fine e senza soddisfazioni, decide di entrare e rifocillarsi un po’.

Il locale è piccolo, una struttura antica ma con interni moderni e John viene accolto da Casey, la cameriera del locale che lo invita a sedersi e gli porge il menù. Ed ecco l’incontro con le tre domande, particolari da trovare sopra un menù di tavola calda ma capaci di farti riflettere.

E così durante una serata e mattinata, John si confronterà con Casey, Mike e Anne e cercherà di capire cosa è disposto a rischiare per essere realmente felice e appagato nella vita. Si renderà conto che una sicurezza economica non è sinonimo di soddisfazione e che non
sempre essere felici e far quello che si vuole è da raggiungere con sacrificio.

Secondo me non possiamo essere appagati finché non andiamo oltre la semplice consapevolezza di cosa ci facciamo qui, e finché non cominciamo davvero a tendere a quell’obiettivo”.

Un racconto che fa ragionare su quello che viviamo, su come stiamo e su come migliorare la nostra vita senza rinunciare alle passioni.

Alessia Cozzi

Titolo: Il caffè alla fine del mondo
Autore: John Strelecky
Casa editrice: Vallardi
Prezzo: 13,90 euro
Pagine: 127