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Books & Pop Corn,  Recensioni

Books & Pop Corn: “A un metro da te” di Rachael Lippincott

Quando soffri di fibrosi cistica la tua vita non è semplice, devi stare attento a tutto, anche un piccolo raffreddore può portare a conseguenze più grandi, devi prendere medicine, seguire terapie quotidiane e vivere una vita limitata nell’attesa di polmoni nuovi.
Una cosa che rende la vita ancora più dura è avere come amici altri malati di fibrosi cistica, infatti tra malati la distanza minima da tenere è di due metri.
Ora, mettiamo caso che inizi a provare qualcosa di forte e sincero proprio per un altro malato di fibrosi, niente abbracci, niente baci, niente contatto fisico.
Questo è quello che succede tra Stella e Will, due ragazzi malati che si conoscono in ospedale, tra loro scatta subito una grande sintonia, ma sanno che la vita insieme sarà difficile se non impossibile.

A un metro da te” è un libro di Rachael Lippincott che racconta una storia di amore, di amicizia, di malattia e di dolore. Da questo libro è stato tratto un film uscito da poco nelle sale con protagonisti Cole Sprout e Haley Lu Richardson.
La trasposizione cinematografica è molto simile al libro, gli attori scelti per i vari ruoli sono perfetti per i personaggi raccontati dall’autrice all’interno del libro.
La storia è molto dolce, reale e divertente. Due ragazzi che s’innamorano, Stella pronta a lottare, con la voglia di condividere con il mondo la malattia che la divora, una ragazza forte, che cerca di aiutare tutti e che non si arrende mai; Will è un ribelle, sa che non potrà mai guarire dalla malattia che lo ha colpito e l’unica cosa che vuole fare è quella di scoprire il mondo che c’è fuori l’ospedale e disegnare tutto quello che lo circonda.
Due mondi diversi, due personalità contrapposte ma la voglia di viversi e di vivere l’uno per l’altra.

Le differenze tra libro e film nel complesso non sono tante, la cosa che non mi ha completamente convinto del film è il poco soffermarsi sui personaggi secondari e sui loro sentimenti. I genitori di Stella e Will sono persone che stanno vivendo un dramma e che hanno comportamenti comprensibili nei confronti dei figli. Il rapporto genitori-figli non viene minimamente menzionato all’interno del film ed è un peccato perché sono parti importanti e delicate che mostrano come la malattia non sia un “problema” solo di chi la vive ma che coinvolte anche le persone attorno.
La differenza più grande tra film è libro è sicuramente il finale, nel film infatti manca una parte presente nel libro secondo me fondamentale e mondo bella, un peccato averla eliminata dalla trasposizione cinematografica.
Nel complesso sia libro che film mi sono piaciuti, una storia d’amore non banale nonostante il tema sia ormai trattato in un sacco di libri, un finale non scontato e dei personaggi ben caratterizzati. Un libro perfetto per i più giovani e per chi, come me, vuole tornare 18enne e rivivere quell’amore leggero, fatto d’irrazionalità, semplicità e spensieratezza, nonostante tutte le difficoltà.

Alessia Cozzi