Books & Pop Corn: The Prestige

Una delle migliori pellicole di Christopher NolanThe Prestige, film del 2006 con Christian Bale, Hugh Jackman, Michael Caine e Scarlett Johannson, è un’opera cinematografica che ci porta nel mondo degli illusionisti di inizio secolo con qualche licenza poetica; il film è ispirato all’omonimo libro di Cristopher Priest.

17365181Inghilterra. Primi del Novecento. Robert Angier e Alfred Borden sono due illusionisti di grande fama che si scontrano per ottenere il consenso del pubblico con prestigi sempre più fenomenali e sensazionali. Dietro questa “finzione” vi è un odio acceso e profondo per un un incidente nel quale entrambi furono coinvolti da giovani. Angier fa di tutto per capire il trucco che si cela dietro il più grande dei prestigi di Borden: “Il trasporto umano” dove egli sembra sparire e riapparire all’istante. Angier, acciecato dal successo dell’odiato avversario, si spinge fino in America dal geniale inventore Nikolai Tesla per avere da lui una macchina elettrica che gli permetta di eseguire il numero e dunque duplicarsi.
Ma ogni cosa ha un prezzo ed i due dovranno imparare che prima o poi il prestigio lo pretenderà.

Libro e film mantengono il tema centrale dell’uomo schiacciato dalla vendetta e della cecità davanti ai rischi della scienza e dell’odio mescolati ma vi arrivano per strade diverse, entrambe a loro modo uniche.
the-prestige-coverIl film prende le giuste distanze dal libro tralasciando la struttura rigidamente personale dei capitoli (nei quali si susseguono tutti i narratori che nel film spariscono per lasciare spazio ai due illusionisti), preferendo una narrazione più organica nella quale vicende pubbliche e private dei protagonisti si susseguono in un’unica narrazione. Altri aspetti fondamentali cambiano nel corso dell’opera, tralasciando anche quell’impronta di paranormale che rende il libro un lavoro a se stante e per nulla scontato rispetto alla visione del film.

Forse l’unica vera mancanza del film rispetto al libro risulta l‘assenza di una cornice, il libro infatti si apre e si chiude ai giorni nostri con gli eredi dei due grandi illusionisti ancora vittime della faida che in un secolo ha dilaniato le loro famiglie. E’ qui che si gioca il diverso respiro del romanzo rispetto alla pellicola di Nolan ed il finale, il vero finale, inalza il valore dell’opera scritta nonostante l’ottimo lavoro della trasposizione filmica.

Marco Castelletti

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