“Delitto alla Cattolica” di Gianni Marilotti: la recensione

Nella Milano odierna rispunta l’ombra di un vecchio delitto irrisolto. Sono passati più di quarantanni da quel 24 luglio del 1971 e non è ancora stato trovato un colpevole per quell’orribile omicidio. Questo delitto irrisolto e misterioso riappare improvvisamente e s’intreccia con avvenimenti attuali.

Eleonora Vui è sospettata di aggressione e tentato omicidio nei confronti della nuova amante del suo ex.  Eleonora avrebbe compiuto questo gesto criminale mascherata in modo da non essere riconoscibile, ma avrebbe lasciato in giro numerose prove che la inchioderebbero senza alcun dubbio. Però durante l’indagine si scoprono numerosi indizi che la collegano a quel delitto irrisolto.

Le indagini seguono, quindi, un doppio binario tra delitto del passato e delitto odierno, dove i vari personaggi spinti dalla ricerca dei colpevoli arrivano talvolta anche allo scontro.

L’abilità di Gianni Marilotti è di non relegare il suo romanzo alla risoluzione di cold case, ma di farne un giallo ben congegnato, in cui la ricerca della verità è il vero leitmotiv.

I personaggi sono animati da questa ricerca e ognuno di essi è un mondo complesso con i suoi lati oscuri. Per quanto essi risultino affascinanti per i lettore, forse rappresentano il vero limite dell’opera di Marilotti, poiché non esiste un protagonista conclamato, a cui il lettore possa affezionarsi dall’inizio alla fine del romanzo. Un piccolo neo per un romanzo avvincente basato su una trama solida e ben costruita e con personaggi credibili, dove il lettore può gradevolmente perdersi seguendo le indagini che si svolgono tra presente e passato cercando di identificare i colpevoli, e apprezzare il sottile humour che l’autore rivolge nei confronti del mondo dell’editoria.

Il mio voto: 

Alessio Bottrighi

 

Titolo: Delitto alla Cattolica

Autore:  Gianni Marilotti

Editore Fratelli Frilli Editori

Pag. 168

Prezzo  10,90 €
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