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In Wonderland,  Recensioni

In Wonderland (e non solo): Tre uomini in barca

Se vi piace il sottile umorismo inglese, Tre uomini in barca, per tacere del cane (1889) di Jerome K. Jerome (1859-2927), è il libro che fa per voi.

La trama è semplice: tre uomini (e un cane) decidono di liberarsi dello stress della vita lavorativa con un rilassante viaggio in barca. Bene, forse parlare di “stress” e “lavoro” è eccessivo. Infatti, J. è affetto da “una generale avversione nei confronti di qualsiasi tipo di attività”:

          Io ho sempre l’impressione di fare molto più lavoro del dovuto. Non che sia contrario al lavoro, intendiamoci, il lavoro mi piace, mi affascina. Posso starmene seduto a guardarlo per ore.

Inoltre, è un ipocondriaco, come spiega lui stesso:

Copertina_Tre_uominiRicordo che un giorno andai al British Museum […]. Presi il libro dallo scaffale […]. Non ricordo quale fu il primo disturbo in cui mi immersi – un flagello spaventoso e devastante – ma prima di essere arrivato a metà dei “sintomi premonitori” ero più che certo di essermelo beccato[…] Arrivai alla voce “febbre tifoide”, scoprii di averla avuta per mesi senza saperlo […]; andai alla voce “ballo di San Vito” – scoprii, come previsto, di avere anche quello […] lessi la descrizione della malaria e seppi di averla in pieno[…]. La peste l’avevo, con gravi complicazioni, e con la scarlattina sembravo esserci nato […] conclusi che l’unica malattia dalla quale non ero affetto era il ginocchio alla lavandaia. […]. Perché quest’antipatica eccezione?

George, anch’egli fissato con le malattie, è uno scansafatiche impiegato in banca.

George va a dormire in una banca dalle dieci alle quattro tutti i giorni, eccetto il sabato, quando lo svegliano per buttarlo fuori alle due.

William Samuel Harris, il terzo amico, è il più pratico e pragmatico. Forse troppo.

Non si può mai suscitare qualche entusiasmo nell’animo di Harris.[…] Se una notte vi accadesse di trovarvi in riva al mare in compagnia di Harris e diceste: “Ascolta! Non le senti? Sono le sirene che cantano nella profondità degli abissi? […]” Harris vi prenderebbe per un braccio e direbbe: “So io cos’è, vecchio mio: ti sei preso un’infreddatura. Vieni con me. Conosco un posticino dove si può avere un goccio del miglior whisky scozzese che tu abbia mai assaggiato.” Harris conosce sempre un posticino dietro l’angolo in cui ci si può procurare un qualcosa di eccezionale nel campo dei beveraggi.

A questo strambo trio, il buon Montmorency, povero cane, non può far altro che accodarsi, sebbene il Tamigi non sia particolarmente attraente per lui, più affascinato dalle risse con i suoi simili e concentrato sul suo profondo odio per i gatti:

Quando Montmorency incontra un gatto, invece, lo si viene a sapere fino in fondo alla strada, e in dieci secondi si sprecano abbastanza parolacce quante ne basterebbero a un uomo parsimonioso per tutta la sua vita.Io non biasimo il cane. I fox-terrier hanno in sé quattro volte in più della dose di peccato originale degli altri cani.

I quattro, scapoli, assolutamente digiuni di viaggi in barca e di economia domestica, affronteranno un catastrofico viaggio, tra piatti cucinati male, un drammatico tentativo di montare le tende ed altre esilaranti e surreali avventure – senza per altro disdegnare cenni storici molto accurati.

L’antica Windsor è una località famosa. Edoardo il Confessore vi aveva un palazzo, e il grande conte Godwin fu giudicato reo dalla giustizia dell’epoca d’aver provocato la morte del fratello del re. Il conte Godwin spezzò il pane e tenendone un boccone in una mano disse: “Se sono colpevole possa questo boccone soffocarmi!”. Dopo di che mise il pane in bocca, lo inghiottì, e morì strangolato. 

Tre uomini in barca è un perfetto libro umoristico che è sempre piacevole rileggere. Con un’innata capacità descrittiva, Jerome K. Jerome ci fa il resoconto di un viaggio, senza trascurare riflessioni e aneddoti dei luoghi visitati durante l’avventura.Il libro in fondo, parla anche di amicizia.
Tra J., George e Harris (amici anche nella realtà) l’affetto è tale da indurli a intraprendere un’insolita avventura. Tuttavia, vivere a stretto contatto esaspererà quei difetti su cui, in altri momenti, un amico è sempre ben disposto a sorvolare, portandoli a situazioni paradossali e comiche. E che dire di alcuni ricordi di famiglia e grevi riflessioni filosofiche sulla natura dispettosa del tè? Per tacere del caratteraccio di Montmorency!
Tre uomini in barca è uno dei capolavori sempreverdi della letteratura umoristica perché parla di una realtà in a noi “familiare”. Più di altri, questo è un classico raffinato, nonostante il tono allegro; divertente, ma non fine a se stesso, anzi, non mancano dei passaggi da cui si evince il suo amore per il suo cane e la maturità di un uomo che sa apprezzare la semplice bellezza della vita.

Jay Perry

Titolo: Tre uomini in barca, per tacere del cane
Titolo originale: Three Men in a Boat (To Say Nothing of the Dog)
Autore: Jerome K. Jerome
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 8 €
Pagine: 190