Inkbooks Reading Challenge: “Le parole degli altri” di Michaël Uras

Continua la nostra Inkbooks Reading Challenge 2017 – #LettoreSpericolato, un’iniziativa che unisce redazione e lettori in una sfida lunga un anno. Per saperne di più e unirvi al nostro gruppo facebook vi indirizzo all’articolo specifico. Oggi ci occupiamo di “un libro che parla di libri”.

“All’inizio o si è spugne o si è pietre. Il lavoro del biblioterapeuta è complesso, quando si tratta di trasformare la pietra. Ma che soddisfazione quando ci si riesce.”

Ognuno di noi ha specifiche caratteristiche che ci rendono unici. Certo, possiamo avere dei tratti in comune con altre persone e a volte i personaggi dei libri ci ricordano le nostre esperienze. Ed è proprio in quei momenti che non riusciamo a staccarci dalla lettura. Abbiamo quasi l’impressione che quel volume sia stato scritto appositamente per noi e, talvolta, ci sentiamo meglio, maggiormente sollevati e compresi.

I libri sono quindi degli strumenti potenti, da maneggiare con cura. Vi è mai infatti capitato di abbandonare un romanzo, un saggio o un’altra tipologia letteraria e di riprenderlo in mano solo dopo parecchio tempo, percependo sensazioni differenti, magari anche diametralmente opposte, rispetto a quelle provate inizialmente? Ma se potessimo avere qualcuno che, grazie al proprio talento ed intuito, riuscisse ad indicarci subito la “medicina” giusta? Insomma, qualcuno tipo Alexandre, protagonista del romanzo “Le parole degli altri” di Michaël Uras. Sì, perché Alex – lui preferisce il diminutivo – di mestiere fa il biblioterapeuta.

I suoi pazienti appartengono alle più svariate categorie sociali, hanno problematiche differenti, hanno caratteri eccentrici – a volte addirittura grotteschi –, eppure Alex è sempre in grado di individuare e di prescrivere il libro adeguato. Anzi, Il libro. Quello che riesce a fare breccia e che li può portare a modificare la situazione che li ha portati a chiedere aiuto, seppur scettici sull’efficacia di un trattamento del genere. Eppure, durante l’intera vicenda, il paziente peggiore forse è proprio Alex, incapace di riprendere in mano la propria vita e di scovare il suo rimedio letterario. Almeno finché lui stesso non arriverà alla conclusione che “i libri non riescono a fare tutto, ma accompagnano chi ha bisogno di una dose d’immaginario per staccarsi dal reale.

L’autore ha uno stile fluido e pulito, grazie a cui il romanzo risulta una lettura piacevole. Tuttavia, nonostante ciò, non sono riuscita ad affezionarmi ai personaggi presentati come avrei voluto.

“Siccome le parole potevano distruggere, e ogni cosa su questo pianeta aveva un lato positivo e uno negativo, c’era un valore salvifico nella lettura di certi testi.”

Il mio voto:

Sara Bellodi

Titolo: Le parole degli altri
 Autore: Michaël Uras
 Casa Editrice: Nord
 Costo:  € 16.90/ ebook € 9.99
 Pagine: 350

I commenti sono chiusi.