Intervista a Roberta Marasco: parte II

Ciao Roberta e ben tornata! La scorsa settimana abbiamo parlato parecchio di una delle tue opere maggiori Le regole del tè e dell’amore. Oggi approfondiamo meglio il tuo essere scrittrice.

Un quesito che amo spesso porre: come si comportano solitamente i tuoi personaggi? Seguono  le tue direttive o ad un certo punto fanno di testa loro?
Dipende dalle storie. E da quanto mi sono sforzata di conoscerli prima di iniziare a scrivere. Più che fare di testa loro, io mi sono trovata spesso con personaggi “pigri”, che non avevano voglia di fare proprio un bel niente, che si trascinavano da una scena all’altra poco convinti. E ovviamente la colpa era mia, non loro! Non li avevo motivati abbastanza, non avevo stabilito una posta in gioco, non c’era un obiettivo abbastanza chiaro o abbastanza forte. E se non aveva voglia il personaggio di passare alla pagina successiva, figuriamoci quanta poteva averne il lettore! Così l’unica cosa da fare era tornare indietro, ahimè, e ricominciare da capo, stimolando di più il protagonista e mettendogli un po’ di fuoco sotto i piedi.

E quando la storia è “finita”? Riesci ad abbandonarli o continuano a farti compagnia?
Li abbandono. O meglio, sono loro che abbandonano me. Per un po’ non abbiamo proprio più voglia di avere a che fare l’una con gli altri. Di solito sono felice di vedere che se ne vanno per la loro strada. Ora tocca a loro vedersela con i lettori; io la mia parte, nel bene e nel male, l’ho fatta.

In che modo nascono le tue storie? C’è molto di te stessa o sono completamente inventate?
Di solito parto da uno spunto che mi emoziona e mi appassiona abbastanza da avere voglia di conviverci per mesi. Come è successo con il tè. Ho iniziato a documentarmi e ho capito che avrei potuto continuare per sempre senza mai stufarmi. Poi, quando inizio a scrivere, cerco di andare a toccare temi e tasti che in qualche modo mi riguardano. Non si tratta di spunti autobiografici, quelli se arrivano entrano nella storia per caso e non sono poi neanche tanto significativi. Ciò che mi appartiene di più sono proprio i temi, i conflitti sottesi alla storia, come quello fra le regole e il piacere, fra il bisogno di fare la cosa giusta e il bisogno di osare.

Che progetti hai per il futuro? Ci sono nuove avventure letterarie all’orizzonte?
Spero di sì, qualche idea c’è, ovviamente, ma non sono ancora riuscita a ritagliarmi il tempo sufficiente a metterla a fuoco. Forse avevo bisogno di accompagnare ancora per un po’ “Le regole del tè e dell’amore”, prima di poter passare a un’altra storia.

Grazie mille per la tua disponibilità e un grosso in bocca al lupo per tutto!
Grazie mille a voi e crepi il lupo!

Sara Bellodi

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