Intervista a Sara Bosi e Massimiliano Prandini, autori de “Il serpente di fuoco”

Qualche tempo fa abbiamo pubblicato la recensione del loro primo romanzo, Il serpente di fuoco, oggi li incontriamo per scambiare con loro quattro chiacchiere. Stiamo parlando di Sara Bosi e Massimiliano Prandini.

Benvenuti su Inkbooks. Inizierei chiedendovi di presentarvi ai nostri lettori…

Massimiliano: sono laureato in scienze biologiche, ho fatto ricerca per una decina d’anni, poi ho insegnato e ora lavoro in un laboratorio che si occupa di sicurezza alimentare. Convivo con la mia compagna e tre gatte. Insieme a Sara e altri tre amici ho fondato il laboratorio Xomegap che si occupa di scrittura creativa e collettiva, in particolare orientata al fantastico. A “marchio” Xomegap abbiamo pubblicato un paio di antologie e la trilogia fantasy di Finisterra, e stiamo per uscire con un romanzo di fantascienza intitolato I ribelli di Nuova Europa. Come singolo mi sono dedicato più frequentemente all’horror/weird e ho pubblicato un’antologia personale intitolata Bestiario Stravagante.

Sara: vivo in collina in una casa piena di ricordi di viaggio che condivido con il mio compagno fotografo, una figlia di un anno e mezzo e una bisbetica gatta nera e bianca. Lavoro come impiegata e come tutte le mamme mi barcameno fra impegni e passioni. Oltre alla produzione con Xomegap ho pubblicato racconti in antologie di generi differenti, anche se nei miei scritti un elemento fantastico non può mai mancare.

La nostra redazione si è occupata del vostro ultimo romanzo, ”Il serpente di fuoco”. Come nasce l’idea di scrivere a quattro mani? E chi tra voi ha avuto per primo l’idea che ha dato vita al libro?

Massimiliano: può sembrare strano ma, ma dato che una parte cospicua della nostra attività di scrittori avviene a dieci mani, nel nostro caso nasce “per sottrazione”. Nel senso: avevo nel cassetto la bozza di un’idea che mi pareva buona, avrei anche potuto provare a scriverla da solo, ma mi mancavano moltissimi pezzi e in generale c’era un sacco di lavoro da fare. La storia si adattava bene a portare due punti di vista (ma non cinque), per cui l’ho proposta a Sara con la quale siamo amici da molti anni ancora prima di Xomegap e le cui idee sulla scrittura sono in generale le più simili alle mie. Inutile dire che non appena la storia è finita nelle mani di Sara, pur conservando intatte le sue linee più generali, è cambiata e si è arricchita di molti dei suoi tratti fondamentali e questa dinamica virtuosa che nasce dallo scambio di idee che devono soddisfare più menti è proprio il bello della scrittura collettiva.

Come organizzate la vostra scrittura in team?

Sara: Negli anni di collaborazione con Xomegap abbiamo affinato il nostro modus operandi; cominciamo con sessioni di brainstorming in cui le idee vengono lanciate, vagliate, messe alla prova e scartate. Quando si è raggiunto un accordo sulla trama a grandi linee, altre riunioni servono per fissare le scalette dei capitoli e per suddividerli fra i vari punti di vista. Poi ognuno in solitaria produce la sua prima stesura che, prima della fine, subirà comunque diversi passaggi di editing, aggiustamenti e ri-editing, finché il risultato non è soddisfacente per tutti. Solo a quel punto il testo viene mandato all’editore.

Parliamo de “Il serpente di fuoco”: si tratta del primo capitolo di una saga fantasy un po’ particolare…

Massimiliano: senza dubbio. Innanzitutto direi che già la definizione di fantasy sta un po’ stretta a questo primo capitolo… cioè di fatto lo è, almeno nella misura in cui non lo si potrebbe ascrivere a nessun altro genere ma nessuno si aspetti elfi, nani, maghi, boschi, battaglie, signori delle tenebre o spade magiche. Il taglio del nostro libro si riannoda con un fantastico di orientamento “antropologico” che negli anni settanta e ottanta è stato battuto soprattutto dalla fantascienza. In secondo luogo la nostra “saga” sarà composta di libri brevi e autoconclusivi, ambientati in luoghi e tempi diversi di quella che noi pensiamo come una Terra ucronica, per cui va da sé che i protagonisti della storia cambieranno ogni volta. Con una sola parziale eccezione, che è quella che ci porta a definirle “Le cronache di Murgo il ramingo”.

Troveremo ancora la figura di Murgo il Ramingo nei prossimi libri?

Sara: Murgo è il fil rouge che legherà tutti i romanzi di questa serie. Nel nostro immaginario è un viaggiatore, un proto-antropologo curioso di luoghi e di persone che viaggia attraverso un mondo del tutto simile al nostro e di cui troveremo, in ogni libro, pagine di diario in cui approfondirà la conoscenza della popolazione protagonista di ogni specifica storia. Dopo il deserto Namibiano de Il Serpente di Fuoco, nel prossimo romanzo Murgo si troverà a esplorare le coste orientali dell’odierno Canada che in passato potevano aver coinciso con la leggendaria Vinland vichinga.

A quando l’uscita del secondo capitolo?

Massimiliano: ci stiamo lavorando. Dovremmo finirlo entro l’anno per cui siamo abbastanza certi di poterlo far uscire nel 2018.

Grazie perla vostra disponibilità e a presto, con il prossimo libro della saga!

Roberta Taverna

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