“La casa nella brughiera” di Elizabeth Gaskell: la recensione

Sappiamo così poco delle segrete verità di una casa, quando andiamo e veniamo come semplici ospiti.

Elizabeth Gaskell era già nota al grande pubblico della sua epoca quando Charles Dickens le commissionò uno dei classici ‘romanzi natalizi’ tanto in voga in quegli inverni. Nelle molte biografie e negli studi critici gaskelliani questo romanzo breve viene raramente citato (e, più spesso, per accomunarlo al ben più noto Il mulino sulla Floss di George Eliot, con il quale ha delle evidenti affinità); considerando ciò che la stessa autrice racconta nelle sue lettere – delle quali possiamo leggere qualche stralcio nell’introduzione al romanzo -, la scarsa attenzione della critica nei riguardi de La casa nella brughiera non le sarebbe affatto dispiaciuta. Elizabeth Gaskell era, difatti, consapevole dell’aver realizzato un prodotto editoriale destinato alla commercializzazione stagionale. Tipiche dei libri-strenna natalizi sono le tematiche forzatamente moraleggianti e le finalità edificanti, i personaggi dai caratteri contrapposti, la brevità.

Ad ogni modo, credo che La casa nella brughiera possa comunque rappresentare una lettura godibile, se contestualizzata nella sua epoca. Negli undici capitoli, seguiamo le vicende principali di due famiglie: i Browne e i Buxton. Maggie Browne incarna senza dubbio la protagonista dell’intera storia e mantiene viva, seppur in minor misura rispetto alle altre, la temperanza e il rispetto di sé e dei propri principi che caratterizza le eroine gaskelliane. Rimasta orfana da parte di padre, ella vive in una ritirata abitazione racchiusa in una suggestiva cornice agreste con la madre, il fratello maggiore e una domestica che strizza l’occhio alla shakespeariana nutrice di Giulietta – in termini di attitudine e ruolo nella vicenda. L’incontro e la vicendevole vicinanza con Frank Buxton dà alla Gaskell il pretesto per regalare ai suoi lettori la storia d’amore di questo romanzo: una relazione ostacolata dalle rimostranze paterne dovute alle ambizioni stabilite a priori per il futuro del figlio e dal comportamento del fratello di Maggie – Edward – il quale, a causa dei suoi scarsi riguardi, si indebiterà proprio con il padre di Frank, arrivando a sfiorare il carcere.

Se tutto, fino a questo punto, può apparire scontato e prevedibile, ecco che – invece – Elizabeth Gaskell ci dona la possibilità di emozionarci e stupirci proprio nell’ultima, breve parte del romanzo, nella quale un finale del tutto inaspettato – sia per ambientazione sia per esito – riesce a ribaltare le convinzioni dei lettori. La casa nella brughiera, posta sullo sfondo per consentire ai personaggi di purificarsi e rimediare ai propri errori, torna a riscaldare i cuori di tutti e a seppellire sotto il ventoso silenzio dell’aperta campagna verde i dissapori e gli sbagli di coloro che hanno imparato a migliorarsi e a perdonare.

Il mio voto: 

Matteo Zanini

Titolo: La casa nella brughiera

Autore: Elizabeth Gaskell

Casa editrice: Edizioni Croce

Prezzo: 19,00 €

Pagine: 179
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