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“La migliore delle vite” di David De Juan Marcos: la recensione

Cambridge, Roma ed Amsterdam fanno da sfondo ai destini dei tre giovani protagonisti:  Nicolás,  Pierre e una bellissima ragazza danese.

È ormai autunno, quando Nicolás lascia la Spagna per sfuggire dai duoi problemi familiari e arriva a Cambridge. Da subito, avverte qualcosa di magico, un legame speciale con la città simile a una tavolozza di vetro e pietra. Qui, una domenica mattina, mentre corre fra alberi rattrappiti, conosce per caso, il parigino Pierre, vogatore per il club sportivo dell’Università. Scocca l’amicizia.  E’ proprio Pierre a presentargli la bella ragazza danese, l’essenza stessa del mistero.

Un rapporto profondo, ma anche superficiale unisce i tre amici, legati da un’intensa amicizia fatta di segreti, di speranze e di una voglia pazza di cambiare il mondo. In quell’unico viaggio che si snoda fra Cambridge, Roma ed Amsterdam, i tre ragazzi si perderanno e si ritroveranno, svelando segreti che cambieranno le loro vite e che li costringeranno a riflettere su se stessi.

La migliore delle vite di David De Juan Marcos, paragonato dai critici a Gabriel García Márquez, è un romanzo sicuramente intrigante, un inno alla vita, ma soprattutto alla giovinezza, scritto in un linguaggio colloquiale e poetico allo stesso tempo, un romanzo che trasporta il lettore attraverso il viaggio affascinante e irrequieto della gioventù.

Il mio voto:

Cristina Corniani

Titolo: La migliore delle vite

Autore:  David De Juan Marcos

Editore: Harper Collins Italia

Pagine: 382

Prezzo: 18,00 € cartaceo /  9,99 € e-book