“La volpe” di D. H. Lawrence: la recensione

Non so se vorrei essere da qualche altra parte o qui. Proprio non lo so.

La volpe è uno dei molti racconti lunghi che David Herbert Lawrence scrisse durante la sua prolifica carriera. Se inizialmente la vicenda ci appare come l’agreste presentazione della quotidianità di due amiche intime, il proseguo del racconto ci consente di approfondire ancora una volta alcune delle tematiche che colmano anche i romanzi lunghi – ben più noti – dell’autore.

Jill Banford e Nellie March – le donne protagoniste, che usano quasi sempre i loro cognomi per presentarsi ad altri e parlarsi vicendevolmente – conducono una vita ritirata in una fattoria isolata dalla città, portando avanti un equilibrio reciproco. Solo la selvaggia natura del luogo che circonda i loro giorni sembra poter costituire una minaccia.

Il giro di vite nelle loro esistenze avviene durante una notte, quando una delle volpi che si aggirano nei paraggi della fattoria varca la soglia della casa di Jill e Nellie. Quello che scopriamo è che la volpe in questione non è animale, ma umano: “per March, lui era la volpe. Fosse la testa protesa in avanti o il luccichio della leggera peluria biondiccia sulle guance rosee, o i vivaci occhi attenti, o che altro, il ragazzo per lei era la volpe e non riusciva a vederlo diversamente”.

Il maschile torna, per la prima volta dopo tanto tempo, nelle vite delle due giovani sotto forma di tentazione (la “volpe” arriva di notte, varcando una soglia che non gli appartiene e catturando Nellie March, ponendola sotto il proprio incantesimo): Henry Grenfel porta con sé tutto lo scompiglio e il disequilibrio che getterà, man mano, nella quotidianità delle due donne e che rischierà di minare quel rapporto esclusivamente femminile che s’era retto con stabilità prima del suo arrivo.

Ponendo le proprie unghie animalesche sulla fattoria, Henry Grenfel tenterà di impadronirsi di una delle sue detentrici, chiedendo a March di sposarlo. Il filo sottile dei rapporti si tenderà inevitabilmente, portando la trama della vicenda ad un finale inaspettato che non lascerà dubbi sulle intenzioni dell’autore. Profetiche, inoltre, sono le ultime pagine del racconto, nelle quali Lawrence si lascia andare ad un’importante riflessione sull’impossibilità della felicità: “Più ci si sforza di cogliere il fiore fatale della felicità, che freme azzurro e leggiadro sopra un crepaccio, appena un po’ più in là di dove giunge la mano, più terribile è la presa di coscienza dell’immane abisso spettrale che vi è sotto, nel quale alla fine si precipiterà, come in un pozzo senza fondo […]. Si potrà cogliere fiore dopo fiore, ma non sarà mai quel fiore. E in realtà il fiore stesso, è un orribile abisso, è il pozzo senza fondo”.

Il mio voto:

Matteo Zanini

Titolo: La volpe
 Autore: David Herbert Lawrence
 Casa editrice: Marsilio
 Prezzo: 17,00 €
 Pagine: 227 (testo inglese a fronte)
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