“L’arte della fuga” di Fredrik Sjöberg: la recensione

Si parla e si canta molto dove non ci sono sentieri.

Come sempre mi succede, da quando è cominciata la collaborazione con la casa editrice Iperborea, provo sempre un forte senso di curiosità nell’immergermi nelle storie, nella letteratura e nella cultura nord-europea. Le atmosfere, le attenzioni, i dettagli sono così opposti rispetto a quelli a cui siamo solitamente abituati che l’interesse nell’affrontare un nuovo viaggio letterario sale alle stelle.
L’arte della fuga è il volume che completa la trilogia di Sjöberg iniziata con L’arte di collezionare mosche e Il re dell’uvetta (entrambi già editi da Iperborea): si tratta, in sostanza, di un itinerario romanzato e didascalico della vita di un acquarellista, dei luoghi della sua storia, delle passioni suscitate dalle sue pennellate morbide e parlanti. Le riflessioni dell’autore che si frappongono tra una tappa e l’altra della vita di Gunner Mauritz Widfross sono il vero fiore all’occhiello di questo libro: sfumature affascinanti e profondità racchiuse tra un punto e l’altro di frasi brevi, dense, rivelatrici. Eccone un esempio:

“C’era chi sosteneva che cercassi conflitti per sfuggire a me stesso, e può anche darsi che sia vero, ma la conseguenza dei miei crescenti dubbi sull’idea stessa delle riserve fu più che altro un conflitto interiore, perché nessuno più di me ama queste domeniche: le isole, tutto ciò che è della giusta dimensione e ha un limite esterno. La passione però non vive di un’idea, c’è e basta.”

La volontà di Sjöberg è quella di raccogliere tutte le piccolissime tessere colorate che compongono il grande puzzle della vita di Gunner Widfross per celebrare non solo la sua arte ingiustamente nascosta ai più, ma anche le sue memorie, le sue lettere, i suoi numerosi viaggi. E un viaggio è anche questa lettura, che si dipana tra l’Europa e l’America e tra le contraddizioni che abitano queste due culture opposte.

Ma cosa si può mai sapere delle vie di un essere umano? Questo si domanda Fredrik Sjöberg, mentre tratteggia i capitoli della vita del suo acquarellista; e a noi lettori non resta che porci la medesima domanda, oltre che accompagnarla a una speculazione non da poco. Che l’autore abbia deciso di indagare e viaggiare tra le “vie” di Gunner Widfross per cercare, in qualche modo, di trovare un senso anche alle proprie scie giornaliere?

Il mio voto: 

 

Matteo Zanini

Titolo: L’arte della fuga
Titolo originale: Flyktkonsten
Autore: Fredrik Sjöberg
Casa editrice: Iperborea
Prezzo: 16,00 €
Pagine: 189
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