Leggere in musica: Il fabbricante di giocattoli e Ludovico Einaudi

“Tutto ciò che siamo e che saremo è stato deciso da un ingranaggio forgiato prima che nascessimo.
La cosa orribile e meravigliosa è che non sapremo mai di cosa si tratta.”

Vi siete mai chiesti cosa fa di voi, voi? Se vi doveste descrivere, sapreste farlo utilizzando pochi aggettivi? Quali scegliereste? Solamente quelli che ritenete positivi o mostrereste anche quelli che considerate come difetti? Quello che siamo deriva da qualcosa, è la somma di più fattori – le nostre esperienze di vita, le persone e gli ambienti che ci circondano, il nostro temperamento – oppure è davvero stato “deciso da un ingranaggio forgiato prima che nascessimo”, come si domanda uno dei protagonisti de Il fabbricante di giocattoli, nuova opera – tuttavia prima tradotta in Italia – di Liam Pieper.

L’intera vicenda, alternandosi tra presente e il passato degli anni del nazismo, ruota attorno alla famiglia Kulakov – Arkady, Adam e Tess, rispettivamente suo nipote e sua nuora – e alla rinomata industria di giocattoli australiana “Mitty & Sarah”, idea nata all’interno del campo di concentramento di Auschwitz, quando Arkady vi era stato deportato e aveva tentato di lenire le sofferenze dei bambini, vittime degli esperimenti di Mengele, costruendo loro dei giocattoli con materiali di fortuna.

I personaggi ci vengono presentati in maniera diretta, cruda, senza filtri, in un modo tale che non potremo rimanere indifferenti ai loro comportamenti e alle loro vicende. Potremmo provare  antipatia ed irritazione, disgusto, addirittura disprezzo o orrore e in altri momenti, empatia, preoccupazione, oppure  una sorta di tenerezza a seconda del personaggio che l’autore ha deciso di farci seguire – devo ammettere di aver preferito i momenti dedicati all’Arkady ventenne, probabilmente per la sua forza d’animo e dolcezza, nonostante l’orrore che lo circondava –.  Tuttavia, quando pensiamo di aver capito il loro modo di ragionare e di agire, ecco che troviamo un nuovo pezzo del puzzle – alcune frasi apparentemente casuali, discorsi che ci fanno alzare un sopracciglio, confusi – che ci costringe a rimescolare le carte e a chiederci se non abbiamo per caso preso un abbaglio. Le cose sono andate davvero come abbiamo intuito o c’è dell’altro? Ci siamo forse persi qualche indizio? Più cerchiamo di comprendere  il personaggio che abbiamo davanti e più le nostre convinzioni vacillano, tenendoci incollati alle pagine.

Un libro che rimane impresso, soprattutto per il suo spiazzante finale.

“Chi di noi è sopravvissuto ha dovuto imparare a tenere a freno l’odio, altrimenti lo avrebbe distrutto.
Non siamo macchine progettate per funzionare a temperature incandescenti.
Dobbiamo riposare, dobbiamo guarire. Liberarci dalla paura e dall’odio che sono il vero campo di concentramento.”

Il mio voto:

Sara Bellodi

Titolo: Il fabbricante di giocattoli
 Autore: Liam Pieper
 Casa Editrice: Bookme
 Prezzo:  € 14.90 / ebook € 7.99
 Pagine: 315

 

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