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Leggere in musica,  Recensioni

Leggere in musica: “L’oggetto piccolo b” di Enzo Papetti e Anna Oxa

“Ci sediamo sul divano e provo a dirgli ciò che penso.
Il solito scarabeo di incomprensioni.”

Sovente, negli ultimi anni, si è sentito parlare di metaletteratura, di testo nel testo, di storia nella storia; ebbene, credo che – in un modo assolutamente particolare – il romanzo di Enzo Papetti (edito dalla casa editrice Elemento115) possa annoverarsi tra i rappresentanti di questo modus scribendi.

All’interno de “L’oggetto piccolo b”, infatti, il lettore non troverà soltanto una storia che si svelerà ai suoi occhi capitolo dopo capitolo, ma tutta una serie di inserti, di corollari e di veri e propri strumenti di approfondimento che impreziosiranno il viaggio letterario in compagnia di Ivan, Marta, Fedro, Corrado e tutte le altre numerose voci di queste pagine: QR-code, link a filmati su Youtube, illustrazioni che strizzano l’occhio alle acqueforti, rimandi a film o canzoni sono soltanto alcune delle suggestioni che i lettori troveranno sparse qua e là. Un apparato denso e preciso di note – della lunghezza di più di venti pagine – riuscirà inoltre a chiarire e rendere più fruibili il numero vastissimo di citazioni più o meno colte che l’autore ha sparso tra le righe.

“L’oggetto piccolo b” racconta, con leggerezza e onestà, le eventualità che attraversano i nostri percorsi, le svolte che più o meno prevedibilmente ci troviamo ad affrontare, l’evoluzione singola eppure universale che anima l’eterno movimento che ci cambia, pur facendoci rimanere saldamente noi stessi.
È la storia di Ivan, della sua sessualità e del suo concetto di amore, del suo vivere l’amore – appieno, con tutte le sfaccettature dell’iride – del suo allontanarsi dalle convenzioni e dai dogmi, del suo non ingabbiarsi all’interno di un unico, stretto paradigma. È, insieme, la storia di tutti gli affetti, vicini e lontani, viventi o meno, comunque sinceri, che circondano il suo universo, la sua costellazione della ragione e, al contempo, dell’irrazionale.

“Il tempo del viaggio è un presente continuo che si auto-riproduce. Crea una falsa prospettiva in cui il diverso appare come uguale, in quanto sempre diverso.”

Un romanzo intellettuale – così oserei definirlo – ma non pretenzioso, non snob. Una storia che, con le dovute accortezze e i piccoli aggiustamenti, può appartenere a ciascuno di noi; perché, in fondo, tutti, in un modo o nell’altro siamo portati ad amare (un partner, un animale, anche solo noi stessi), e forse l’amore è solo un trucco… per dare un senso a ciò che facciamo.

Il mio voto:

Matteo Zanini

Titolo: L’oggetto piccolo b
Sottotitolo: Noi due, gli altri e una travolgente normalità
Autore: Enzo Papetti
Casa editrice: Edizioni Elemento 115
Prezzo:€ 18,00
Pagine: 351