Leggere in musica: “Nel campo dei fiori recisi” e Mozart

“Innocenti vittime di quella manipolazione psicologica, che possedevano comunque il dono di non comprendere il destino a cui sarebbero man mano andati incontro.”

L’Olocausto fa parte di una delle pagine più cupe ed agghiaccianti della storia dell’umanità. Ogni anno, il 27 di gennaio, ricordiamo le vittime di quella tragedia. Attraverso film, romanzi, documentari, testimonianze. Sono proprio queste ultime che colpiscono maggiormente, come un pugno nello stomaco ben assestato, che ci lascia increduli e senza fiato. I ricordi dei sopravvissuti hanno un valore inestimabile, perché loro, quegli infiniti giorni di terrore, li hanno vissuti letteralmente sulla loro pelle. La loro memoria ha immagazzinato emozioni e pensieri indelebili, alcuni dei quali, forse, avrebbero preferito cancellare.

Francesco Belluomini ha avuto l’opportunità di incontrare, nel corso di un viaggio nel 2001 in Israele, una di queste superstiti, la livornese Sonia Contini Sarracco. Promettendole che, una volta deceduta, avrebbe fatto in modo che il suo memoriale venisse alla luce. Nel campo dei fiori recisi è il risultato di quell’impegno.

Sonia era una ragazzina di soli tredici anni quando le SS irruppero nella sua casa, facendola bruscamente sprofondare in un incubo, da cui la maggior parte della sua famiglia non si sarebbe svegliata. Aveva un’età in cui avrebbe dovuto preoccuparsi dei primi amori, delle amicizie, della scuola. Invece è stata costretta, come molti altri – milioni – a confrontarsi con la morte. Con condizioni inumane. Con l’odio e la crudeltà. Con l’istinto di sopravvivenza.

A volte sembra impossibile credere che il genere umano possa giungere a tali livelli di efferatezze. Eppure, questo è uno degli esempi più eclatanti nel dimostrarci che la realtà supera di gran lunga qualunque nostra immaginazione.

Il racconto di Sonia prosegue in maniera lucida e dettagliata, come se ognuno di quegli istanti fosse impresso a fuoco, accompagnandoci in un viaggio degli orrori, dalla deportazione in un vagone merci fino all’arrivo ad Auschwitz, dai giorni di lavoro nel Kanada alla marcia che credeva l’avrebbe portata alla morte, dall’apparente salvezza nel Kinderblock come “sorella maggiore” per gli ignari bambini vittime degli esperimenti di Mengele all’ennesima marcia che sembrava l’avrebbe consegnata definitivamente alle camere a gas, dalla fuga disperata ad un aiuto inaspettato da parte di un soldato tedesco. Raccontandoci infine il suo ritorno a Livorno con sua sorella minore Daniela. Le uniche Contini sopravvissute.

Una testimonianza coraggiosa. Reale. Unica. Per non dimenticare. Mai.

“non era complicata la morte, ma era il pensiero della stessa a rendere tutto davvero complicato”

 Il mio voto:


Sara Bellodi

Titolo: Nel campo dei fiori recisi
 Autore: Francesco Belluomini
 Casa Editrice: Aracne
 Prezzo:  15.00 €
 Pagine: 272

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