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Leggere in musica,  Recensioni

Leggere in musica: “Novecento” e Morricone

 

Ci sono libri che parlano di un amico fidato che non si è mai incontrato; libri che hanno il sapore di paesi lontani, anche se poi a dirla tutta raccontano storie che non vanno da nessuna parte.
Ci sono libri che scorrono nelle vene come musica, una melodia che emerge dall’orizzonte ed entra nelle viscere, donando colore a tutto ciò che fino a quel momento avevamo visto in bianco e nero:

“Suonavamo perché l’Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. E suonavamo il ragtime, perché è la musica su cui Dio balla, quando nessuno lo vede.
Su cui Dio ballava, se solo era negro.”

La storia narrata da Alessandro Baricco in “Novecento” è uno di quei racconti di vita che cambiano per sempre il modo di essere lettore.
Danny Boodman T.D. Lemon Novecento è “figlio del Virginian”: su quel piroscafo transatlantico Novecento nasce, seduto al pianoforte di prima classe cresce e tra le note di quei saloni imprime i passi di un’intera vita.
Novecento è un uomo assolutamente straordinario, un autodidatta capace di dar forma ai sogni attraverso la musica:

“Lo era davvero, il più grande.
Noi suonavamo musica, lui era qualcosa di diverso. Lui suonava… Non esisteva quella roba, prima che la suonasse lui, okay? Non c’era da nessuna parte. E quando lui si alzava dal piano, non c’era più… e non c’era più per sempre.”

Ma come ogni anima malinconica Novecento non sa vivere oltre quel sogno che ha i confini dell’Oceano: tutto ciò che conosce, tutto ciò che ha imparato si estende da poppa a prua in un Universo finito, nel quale dar voce ad un’arte infinita.
Alessandro Baricco crea una poesia teatrale, un monologo che incanta il pubblico, sia esso in sala sia di fronte alla pagina di carta, con uno stile semplice e profondo.
Un’opera imperdibile, che ricorda come la vita possa essere autenticamente meravigliosa nel suo essere imperfetta e fuori dagli schemi.

“Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro.
Tu sei infinito, e dentro quei tasti infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere.”

Il mio voto:

Roberta Taverna

Titolo: Novecento. Un monologo
Autore: Alessandro Bariccco
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: euro 6,50 / ebook euro 3,99
Pagine: 66