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Leggere in musica,  Recensioni

Leggere in musica: Harry Potter e la maledizione dell’erede

“Harry, non c’è mai una risposta perfetta in questo confusomondo emotivo.
La perfezione è fuori della portata dell’umanità,fuori della portata della magia.
In ogni luccicante momento difelicità è nascosta questa goccia di veleno: la consapevolezza che il dolore tornerà. Sii sincero con le persone che ami, mostra il tuo dolore.
Soffrire è altrettanto umano che respirare.”

Harry Potter coverSono pressoché certa di una cosa: anche se non fate parte della schiera di accaniti fan del celebre maghetto, avrete sicuramente sentito nominare il titolo Harry Potter e la maledizione dell’erede almeno una volta – sì, avete ragione, forse pure “qualche” volta in più considerata la mole di informazioni proveniente dai media negli ultimi mesi. Ed è proprio in questo periodo che ho avuto modo di scoprire pareri tutt’altro che favorevoli.

È vero, non si tratta di un nuovo romanzo della saga, ma del copione della rappresentazione teatrale andata in scena a Londra quest’estate. Ok, la sceneggiatura non è stata scritta direttamente dalla Rowling, ma da John Tiffany e Jack Thorne, che si sono basati su un racconto dell’autrice. Certo, leggere uno script nella propria camera, non è come vederlo interpretato dagli attori su un palcoscenico con tanto di scenografie, eppure… Eppure la magia che avevo tanto amato nei precedenti sette volumi era nascosta tra le pagine e si è sprigionata, poco alla volta, mentre le sfogliavo.
Fin dalla prima riga mi sono ritrovata in quel mondo che mi aveva fatto sognare negli anni: il famoso binario 9 e ¾ con l’imponente Hogwarts Express, il Castello con le sue aule immense, tra cui l’infermeria – testimone di alcune scene indimenticabili della saga –, le scale a cui è sempre piaciuto cambiare posizione, la Foresta Proibita, il Lago Nero, il Ministero della Magia, Godric’s Hollow, Hogsmeade.
No, in realtà non sono presenti descrizioni, ma dopo tutto quel tempo passato in compagnia di Harry e dei suoi amici – va bene, ed innumerevoli nemici, tra cui il “caro vecchio zio Voldy” – non ne ho avuto bisogno.

È stato indubbiamente strano vedere i personaggi che conoscevo ragazzini – il Trio protagonista, Ginny, Draco – ormai quarantenni, ma sempre e comunque loro, alle prese con le nuove sfide dell’essere genitori con dei figli adolescenti (!).

Sebbene fosse solo un copione, ho adorato come è stato tratteggiato il rapporto tra Albus Severus – secondogenito Potter – e Scorpius Malfoy – sì, pargolo proprio di quel Malfoy –, la loro amicizia nata tra similitudini e differenze, ma irrinunciabile per entrambi, il loro essere così terribilmente insicuri, al punto da commettere atti dalle tragiche conseguenze – Albus in particolar modo – , il loro essere reali, con i loro pregi e difetti. Forse un po’ scontata e banale, ma comunque convincente, la relazione conflittuale tra Harry e Albus, descritta nell’intero arco narrativo di circa quattro anni.Tuttavia anche io ho storto il naso su alcune scelte narrative, fulcri della trama, che ho percepito come eccessivamente forzate e parecchio inverosimili. Nonostante questo non sono riuscita a chiudere il libro finché non sono giunta all’ultima pagina.

Non posso considerarlo un capolavoro e neppure paragonarlo alle storie precedenti, ma la magia l’ho percepita. Ed è stato bello sperimentarla nuovamente dopo anni di silenzio da I doni della morte.

“Non capisco la tua testa, Albus.
A dire il vero, sei un adolescente, non ho alcuna possibilità di capire la tua testa, ma capisco il tuo cuore.”

Il mio voto:

Sara Bellodi

 

 
 Titolo: Harry Potter e la maledizione dell’erede
 Autore: J. K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne
 Titolo originale: Harry Potter and the cursed child
 Casa editrice: Salani
 Prezzo:  euro 19.80, e-book euro 14.99
 Pagine: 368