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Recensione: “A bocca chiusa”, Stefano Bonazzi

Nessuno ti ha strappato niente, quel giorno. Lo strappo è solo lì dentro, nella tua mente.

Può un rapporto puro e limpido, privo di malizia, come quello tra un nonno e un nipote trasformarsi in un incubo dalle tinte oscure?

Stefano Bonazzi, nel suo romanzo A bocca chiusa, edito Fernandel, ce ne racconta l’eventualità e lo sviluppo discendente nel vortice delle conseguenze. Un libro nero, di un nero pece che resta appiccicato alle mani che sfogliano le pagine, agli occhi che scorrono le righe fluide, alla mente che cerca invano di sottrarsi alla violenza delle immagini e dei pensieri che colmano l’inchiostro di questa storia capace di capovolgere non soltanto i paradigmi delle relazioni familiari, ma anche la percezione del lettore in merito a ciò che è reale e ciò che non lo è.

Perché la violenza, la privazione, l’eccessivo contenimento – si sa – generano problematiche, lasciano un segno indelebile nella nostra storia, ci sussurrano costantemente alle orecchie le loro nenie inquietanti, quasi a volerci ricordare giorno dopo giorno che sono esistite e che non se ne andranno mai.

Nel romanzo assistiamo alla crescita del protagonista, inizialmente bambino, spinto da necessità familiari a una forzata convivenza con il proprio nonno e alla sottomissione in un rapporto che di affettuoso non ha nemmeno la facciata. Emarginato sociale, solitario architetto di una vita e di una storia che i colori dei mattoncini Lego e il profumo del sole che tramonta dietro le finestre, il bambino arriva e scopre la propria adolescenza, in compagnia dell’unico amico mai avuto – Luca.

Relazioni ostacolate, inadeguatezze manifeste, terrore ad ogni respiro, ad ogni scelta, fino alla punizione letale, all’amputazione senza ritorno, all’inizio di un nuovo tuffo nel baratro – quello dal quale, il nostro protagonista oramai adulto, non riemergerà.

Un romanzo, quello di Stefano Bonazzi, non facile da digerire e certamente potente. Una scrittura ipnotica e fluente, carica di immagini, che rende viva ogni sensazione provata dai personaggi. Una trama che ti porta con sé, come su una montagna russa imbizzarrita, tra gli alti e i bassi della psiche umana, dei suoi angoli bui, delle sue cuciture sulle cicatrici, dei suoi orrorifici black-out.

Il mio voto:

Matteo Zanini

Titolo: A bocca chiusa
Autore: Stefano Bonazzi
Pagine: 252
Casa editrice: Fernandel
Prezzo: € 15,00