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Recensione: “Atti di sottomissione”, di Megan Nolan

Avevo preso l’abitudine di frequentare solo uomini molto più grandi di me. Non sapendo cosa fare di me stessa, era facile inciampare nelle loro vite. Con loro era meno importante che fossi veramente bella, straordinaria o interessante. […] Ero giovane quanto bastava per affascinarli solo in virtù della mia giovinezza, un monumento a tutto ciò che ormai gli era precluso.

A inaugurare la nuova collana editoriale di NNEditore – “Le Fuggitive”, dedicata alle storie di donne dalla voce onesta, diretta, discorde e spiazzante – è il romanzo di Megan NolanAtti di sottomissione” (in originale “Acts of Desperation” – un titolo, forse, meno fuorviante di quello scelto per l’edizione italiana), un viaggio psicologico nell’intimità di una donna spezzata dalla propria incoerenza, dall’incapacità di assumersi responsabilità, di prendere con convinzione per mano la propria esistenza. La protagonista del romanzo, infatti, è una giovane donna che si fa rapire e avvolgere dalle proprie dipendenze, quasi fossero drappi scuri capaci di mascherare il suo vero “io”.

Perdere qualcuno che ami, nella migliore delle circostanze, può farti impazzire. Non solo amavo Ciaran ma lo amavo in modo cupo e sbagliato. Perdere qualcuno che ami a quel modo, oltre che pazzo, può anche farti diventare cattivo.

Legata alle relazioni amorose, a uomini sbagliati, alla simpatia forse troppo accesa per gli alcolici e all’autocommiserazione, la donna che muove le sorti di “Atti di sottomissione” incontra la figura che determinerà i suoi errori maggiori, che la spingerà – in maniera reiterata e sterile – a condursi ai medesimi vicoli ciechi, alle mancanze, alla fuga senza riscatto. Ciaran, l’uomo di cui ella si invaghisce, rappresenta la trappola, l’accettazione silente, l’obbligatorietà autoimposta. La sottomissione di cui racconta il titolo non viene tanto esplicitata dalla figura maschile, quanto più dalla stessa donna protagonista, che sottomette la propria esistenza alle proprie dipendenze, all’ignavia, alla decisione di non decidere.

Non gli chiedevo amore. Non volevo che guardasse nella mia direzione e mi vedesse; perché non c’era niente che potevo affermare di essere. Mi sono fatta prendere dal panico quando il mio bisogno ha brillato attraverso quel niente, perché era autentico.

Un romanzo col quale l’immedesimazione viaggia di pari passo con l’allontanamento; un’antieroina che sembra quasi propendere per un auto-sabotaggio costante; la pulsazione mai stanca di una domanda che rimarrà – sia per lei sia per noi lettori – un grande, irrisolto perché?

 A cosa avrei pensato adesso che non pensavo all’amore o al sesso? Questo sarebbe stato il prossimo passo, cercare di capire con cosa riempire tutto quello spazio.
Ma andava tutto bene. Quella cosa sarebbe arrivata.

Il mio voto:

Matteo Zanini

Titolo: Atti di sottomissione
Titolo originale: Acts of Desperation
Autore: Megan Nolan
Casa editrice: NNEditore
Prezzo: € 19,00
Pagine: 277

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