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Recensione: “Breve storia della letteratura rosa”, di Patrizia Violi

Chiamare “rosa” i romanzi d’amore è una prerogativa esclusivamente italiana. Sembrerebbe che la nostra editoria abbia una predilezione per le etichette colorate. Nel lontano 1929, i polizieschi sono stati etichettati come “gialli” perché questo era il colore delle prime copertine dei thriller editi da Mondadori.

Patrizia Violi parte da questo concetto – semplice quanto illuminante – per raccontarci la genesi, l’evoluzione e le variazioni che il “genere rosa” ha vissuto nel corso della storia della letteratura, delle trasformazioni dei gusti dei lettori e del mutamento del mercato editoriale. Breve storia della letteratura rosa è una delle ultime proposte della casa editrice Graphé.it (collana Parva, che si occupa di dare alla luce titoli di saggistica “in pillole”): un testo che, in meno di cento pagine, riesce a condensare un piccolo sentiero, una serie di tappe essenziali che conducono il lettore nel cuore di un genere letterario spesso bistrattato e poco considerato.

Grazie all’autrice, giornalista e autrice, invece, ecco che la rivalutazione del genere letterario “rosa” non sembra poi così distante dall’effettiva concretizzazione. Partendo dagli archetipi favolistici (Cenerentola su tutti, nella versione italianissima e felina presente ne Lo cunto de li cunti di Basile e riadattata nelle versioni a noi più note), passando dai primi – veri e propri – romanzieri (Samuel Richardson su tutti, che immette sulla scena narrativa inglese personaggi come Pamela e Clarissa), facendo capolino tra le pagine di Liala e dei primi Harmony, fino ad arrivare alle contemporanee fan-fiction e allo scottante tema del romanzo erotico, Patrizia Violi nobilita il vasto contenitore della letteratura, un tempo (per fortuna!), definita “per signorine”, ricordandoci come un retaggio culturale sessista e, di fondo, scorretto abbia relegato tutta una serie di romanzi in un calderone di pagine da biasimare:

Non è mai esistita una collana di storie d’amore con la cover rosa, ma il colore è stato scelto probabilmente perché richiama l’idea del fiore profumatissimo, sinonimo di amore e passione. La rosa è il simbolo del romanticismo, ma è anche la tonalità femminile per eccellenza, assegnata alle bambine e (fino a qualche decennio fa) rigorosamente vietata ai maschi.

Uno sguardo critico e attuale su un genere che non deve più essere declassato a prescindere, ma che, al pari della fantascienza, del thriller, del romanzo storico e di ogni altro genere letterario, merita un proprio pubblico, una propria credibilità e un proprio rispetto. In fondo, la lettura è una delle scelte individuali più intime; in tal senso, il giudizio gratuito su una parte di questo mondo letterario, che non sia strettamente connesso ai singoli gusti personali, è – oggigiorno – davvero fuori luogo.

Matteo Zanini

Titolo: Breve storia della letteratura rosa
Autore: Patrizia Violi
Casa editrice: Graphé.it edizioni
Prezzo: € 8,00
Pagine: 79

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