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Recensione: “La paziente silenziosa” di Alex Michaelides

La paziente silenziosa” è il romanzo d’esordio di Alex Michaelides, un thriller capace di tenere il lettore incollato alle pagine fino alla fine. Ma partiamo con ordine.
Alicia Berenson è una pittrice di successo, conduce una vita perfetta, con un marito che la ama e che la ricopre di attenzioni. Una sera però, Alicia viene trovata nella sua casa piena di sangue, davanti a lei il corpo del marito morto. Da quel momento la vita di Alicia cambia, viene accusata di omicidio e lei si rifugia in un mutismo che la porterà al ricovero in un istituti psichiatrico.
Theo Faber è uno psicologo, conduce una vita semplice ma il caso particolare e irrisolto di Alicia lo attrae e decide di farsi trasferire nel suo stesso istituto per poter diventare il suo medico e scoprire cosa si nasconde dietro quella donna, perché ha deciso di smettere di parlare e cosa rappresentano i dipinti che crea.
Ed è cosi che inizia il racconto, viviamo la storia dal punto di vista di Theo che oltre ad essere psicologo di diletta come detective interrogando e ponendo domande a tutti i famigliari della vittima.
Il suo lavoro all’interno dell’istituto psichiatrico con Alicia si preannuncia più complesso di quanto si aspettasse, la paziente infatti continua a rifiutarsi di parlare e mostra atteggiamenti aggressivi nei confronti del medico e di altre pazienti.
Tutto gioca a sfavore di Alicia, tutte le confessioni e i suoi atteggiamenti ma nulla è mai come sembra…o forse si?

Un thriller costruito bene che accompagna il lettore per tutto il tempo senza tradirsi mai, una scrittura incalzante e fluidissima. Un romanzo di 340 pagine da leggere tutte d’un fiato e che non annoia mai e un finale che lascerà il lettore spiazzato.

Il mio voto:

Alessia Cozzi

Titolo: La paziente silenziosa
Autore: Alex Michaelides
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 18 euro
Pagine: 340