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Recensione: “La Revisione” di Federico Leva e Christian Pastore

La realtà si è fatta liquida, oramai lo sanno tutti, il che significa, tra le altre cose che più la dai per scontata, più ti sommerge.

La revisione è il racconto di una vera e propria “revisione”, dell’editing di un romanzo che viene consegnato nelle mani di un editor e che, con lo scorrere delle pagine, viene completamente stravolto fino a subire un vero e proprio capovolgimento – a livello lessicale, di trama, di caratterizzazione dei personaggi. La distruzione di un progetto artistico originale e la conseguente trasfigurazione dello stesso trova una propria concretezza non solo nell’opera letteraria al centro del romanzo – intitolata inizialmente La purezza – ma anche nelle due voci narranti di questo romanzo scritto a quattro mani. Tito Sperla (lo scrittore) e Orazio Cinabro (l’editor), infatti, muteranno col mutare e l’involversi del manoscritto incriminato, reo di essere l’opera prima di un autore esordiente senza grandi conoscenze nel mondo editoriale.

Il dialogo virtuale tra i due, nella prima metà de La revisione, ci appare come una sorta di metafora dello scambio che può verificarsi tra noi stessi e la nostra coscienza (tra ciò che potremmo – in potenza – diventare o creare e quello che – in realtà – siamo nell’atto pratico e concreto); in una simile ottica, lo scambio di mail assume i connotati dell’ancestrale, dicotomica lotta tra le aspettative e la realtà. Tale conversazione telematica, però, col proseguo della storia assume i caratteri di una vera e propria violenza psico-fisica messa in atto nei confronti di Tito Sperla. Inconsapevole delle intenzioni di Orazio Cinabro (le quali, tuttavia, risultano palesi ai lettori già dalla metà del romanzo), lo scrittore si lascia incredibilmente influenzare dalle parole digitate sulla tastiera dal suo corrispondente senza volto, arrivando non solo a stravolgere la propria opera letteraria, ma finendo col cambiare le sue abitudini di vita, buttandosi finanche sull’autolesionismo (assunzione di psicofarmaci, privazione di cibo). Personalmente ho letto con bruciante fastidio tutte le pagine colme di atti di bullismo, mobbing e violenza psicologica – tematiche più che mai attuali e piaga della nostra contemporaneità.

Quello che esordisce come un romanzo a tratti ironico e denso di quella critica social-professionale nei confronti di un certo tipo di mondo editoriale, di una certa modalità di pensare all’arte letteraria, si trasforma in un’evidente messa in scena cruenta e inevitabile di quelle che si possono definire le conseguenze dirette di una manipolazione tessuta da un professionista. Se queste erano le intenzioni dei due autori, ebbene, c’è da dire che nella loro opera di costruzione de La putretudine sono certamente riusciti nella loro impresa.

Il mio voto:

Matteo Zanini

 

Titolo: La revisione
Autori: Federico Leva, Christian Pastore
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: € 17,00
Pagine: 250