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Recensione: “L’arte di fare il cattivo” di Carlo Lapucci

Orcus è una parola latina che, nella tradizione romana, veniva utilizzata per indicare sia la Morte sia il luogo dove i defunti si recavano a seguito della loro dipartita dal mondo.
Con una simile premessa, credo che sia evidente come la figura che oggi tutti noi associamo all’Orco possieda una propria storia e un’evoluzione dal fascino non indifferente.
In questo breve, ma illuminante, saggio di Carlo Lapucci (edito dalla casa editrice Graphé) veniamo accompagnati per mano tra leggende, favole, mitologie, archetipi e trasfigurazioni alla scoperta della genesi di un mito che è stato capace – evolvendosi di volta in volta – di giungere fino a noi, inquietandoci senza alcuna difficoltà.

L’autore sottolinea, proprio nelle prime righe del saggio, che non esiste un’unica tipologia di Orco; nel corso delle pagine, difatti, esso verrà associato a tutta una serie di figure – il cannibale, il gigante, il drago, il diavolo, il mago, Barbablù, il Bau Bau, e via dicendo – che introiettano le caratteristiche psico-fisiche dell’Orco. Sopra a tutte queste sfaccettature, però, troneggia indisturbata la connessione che l’Orco possiede con la Morte; questo essere, infatti, proprio come Plutone (il dio pagano della Morte) è stato “generato dalla Notte, ma non ha padre” e riesce a sopravvivere a tutte le ere del mondo, allo scorrere degli anni, al passaggio delle devastazioni e delle pestilenze, arrivando ai giorni nostri indossando i panni di uno straniero che abita gli incubi dei più piccoli e di quegli adulti che non sono stati capaci di superare i propri traumi infantili.

A differenza di quanto, però, accadeva nella tradizione passata – nella quale l’Orco andava esaudito per evitare che la sua ira si riversasse sugli innocenti – ad oggi “l’Orco esiste per essere vinto”, in senso lato.
Sconfiggere gli Orchi dei giorni nostri significa, forse, abbattere le barriere e smettere di provare un timore inconsapevole derivante da un retaggio passato, da una cultura che ancora doveva evolversi nei confronti di un’inclusione che prevede l’accettazione del diverso, di tutte le sfaccettature del prisma umano che getta sulla Terra delle diversità capaci di impreziosire non solo le favole ma tutti i nostri giorni.

Il mio voto:

Matteo Zanini

Titolo: L’arte di fare il cattivo. Ovvero origine, epifanie e metamorfosi dell’Orco
Autore: Carlo Lapucci
Casa editrice: Graphé edizioni
Prezzo: € 6,00
Pagine: 54