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Recensione: L’ibisco viola, Chimamanda Ngozi Adichie

Tutto era iniziato lí: il giardinetto di zia Ifeoma accanto alla veranda del suo appartamento di Nsukka aveva cominciato a spazzare via il silenzio. La sfida di Jaja ora mi sembrava come l’ibisco viola sperimentale di zia Ifeoma: raro, con un sottofondo fragrante di libertà, un tipo di libertà diversa da quella che la folla aveva invocato a Government Square dopo il colpo di stato agitando rami verdi. Una libertà di essere, di fare.

ibisco_violaL’ibisco viola, di Chimamanda Ngozi Adichie, è un romanzo molto interessante e decisamente ben scritto. La quindicenne Kambili e il fratello maggiore Jaja, sono i figli del ricco Eugene, un uomo generoso e profondamente religioso. Dietro la loro vita apparentemente perfetta, scandita dai rigidi ritmi e rituali imposti dal padre, si cela una storia di profonda violenza.
Qualcosa si spezzerà nel falso idillio familiare quando la zia Ifeoma, una docente universitaria, irromperà nella loro vita con i suoi tre figli. Ifeoma è vedova e, nella Nigeria scossa dal colpo di stato, dalla carenza di risorse primarie e dai tumulti dei movimenti studenteschi, lotta per assicurare ai figli una vita dignitosa.
Kambili cambia impercettibilmente, giorno dopo giorno, fino a un epilogo inaspettato.
Adichie accompagna con un tatto quasi poetico la storia di questa ragazzina incastrata in una vita anormale e ingiusta.

L’ibisco viola è una piacevole novità. Adichie ci offre la visione di una doppia Nigeria, da una parte benestante, con le sue contraddizioni e ipocrisie, dall’altra un paese che trova una sintesi fra tradizione e modernità. Anche attraverso gli occhi di un’adolescente è possibile dedurre la complessità sociale della vita nigeriana. Per una volta un romanzo ci parla di normalità, non certo univoca, perché esistono molte Nigeria, ma reale, concreta, viva, eterogenea. Secondo Albert Chinua Achebe (1930-2013), grande scrittore e intellettuale nigeriano, Adichie è una moderna cantastorie. Mentre Achebe, in Things fall apart (in italiano: “Il crollo”), descriveva al mondo, in modo indimenticabile, la profonda e sconvolgente trasformazione della Nigeria a contatto con i primi coloni bianchi, Adichie, che pure gli deve molto da un punto di vista letterario, parla di un paese moderno, con problemi diversi. Le due storie non possono essere paragonate, il libro di Achebe non solo è una pietra miliare della letteratura africana, ma ha una valenza storica e filosofica indiscutibile. Però, è evidente che è giunto il momento di guardare ai paesi africani, almeno culturalmente, con occhi diversi, e solo chi ne vive la realtà può descriverla a fondo. Inoltre, non si può dimenticare l’impronta della formazione femminista di Chimamanda Ngozi Adichie: in un modo o nell’altro, ne L’ibisco viola, le donne assumono un ruolo preponderante, decisivo per l’esito del racconto e anche questo è un elemento interessante in questo libro.

Jay Perry

Titolo: L’ibisco viola
Autore: Chimamanda Ngozi Adichie
Titolo originale: Purple hibiscus
Pagine: 288
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: € 11,00