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Recensione: “Maregrigio” di Vincenzo Restivo

Ha cominciato a odiare il tempo sin da subito, Teresa. Da un po’ ha capito che “tempo” è anche sinonimo di “ricordi”, e quelli suoi è meglio accantonarli sotto al letto, come fai con la polvere o le cose vecchie che non butti mai anche se dovresti.

Crescere è attraversare un cammino del quale non possiamo conoscere tappe, tempistiche, ostacoli e incontri. Ci affidiamo a noi stessi, nell’atto del crescere, al nostro istinto, al nostro costante errare (inteso sia come errore sia come vagare senza certezza), cercando di essere il più possibili in equilibrio. Quello che, tuttavia, la vita ci pone dinnanzi è un susseguirsi di ostacoli che mettono a dura prova il nostro funambolismo quotidiano. È proprio il disequilibrio a permeare i caratteri e le vicissitudini dei personaggi che animano le pagine dell’intenso romanzo di Vincenzo Restivo: “Maregrigio” (ed. Officina Milena).

Perché per certe cose, le parole, da sole, non bastavano. Ci voleva anche la vergogna.

Famiglie disgregate, cuori allo sbaraglio, incertezze metamorfiche, confronti sociali sono alcuni degli elementi che rendono la vicenda narrata nelle pagine di “Maregrigio” tangibili, quasi inevitabili. Passaggi intensi e concretizzazioni che lasciano difficilmente indifferenti (violenza domestica, omofobia, bullismo, bigottismo e via dicendo) sono parte integrante della vita dei personaggi di Restivo, le cui voci e i cui pensieri emergono senza troppa difficoltà, separandosi dallo spazio fisico del libro e penetrando con la loro intensa emotività – sia essa positiva o negativa, di vergogna o di dolore, di suggestione o consapevolezza – nella mente di chi legge.

Un romanzo che non lascia spazio a luce o speranza, ma che racconta delle verità considerate ancora scomode, troppo spesso sepolte sotto il velo dell’indifferenza. Le frasi di Vincenzo Restivo sono delle stilettate emotive che arrivano – taglienti – nel profondo del petto, superando la barriera della freddezza e del distacco, quasi a voler rendere manifesta la necessità di fuggire dal confine delle pagine per lasciare un graffio tangibile nella sensibilità dei lettori. Una grande prova d’autore che si ha recentemente trionfato al XX° Premio Napoli Cultural Classic, dedicato alla scrittura e al teatro d’autore (per la sezione Narrativa).

È un nome importante, Speranza. Tiene addosso la responsabilità dei sogni, delle aspettative. Un paradosso terribile, a pensarci.

Il mio voto:

Matteo Zanini

Titolo: Maregrigio
Autore: Vincenzo Restivo
Casa editrice: Officina Milena
Prezzo: € 13,00
Pagine: 165