Recensione: “Nord e Sud” di Elizabeth Gaskell

Ma la nuvola non arriva mai dallo scorcio di orizzonte da dove te l’aspetti.

Pubblicato nel 1855, Nord e Sud è universalmente riconosciuto come il masterpiece di Elizabeth Gaskell, prolifica autrice britannica, amica di Dickens e della famiglia Brontë, le cui opere stanno lentamente entrando a far parte delle librerie degli italiani grazie all’accurato lavoro di traduzione che sta avvenendo negli ultimi anni. La casa editrice Jo March, in tal senso, può essere tranquillamente definita un vero e proprio pioniere di questa missione di riscoperta: Nord e Sud, infatti, apre la loro collana “Atlantide”, dedicata ai classici.

Gli amanti della letteratura inglese ottocentesca, nel leggere il romanzo gaskelliano, non potranno che affezionarsi alle ambientazioni d’apertura e sentirsi parte del gruppo familiare che l’autrice ci presenta: gli Hale. Scopriremo ben presto che l’eroina alla quale dovremmo affezionarci sarà Margaret Hale, una giovane fanciulla dal carattere già piuttosto formato. Il primo ‘giro di vite’ della narrazione avviene nel momento in cui la famiglia Hale si trasferisce dal bucolico paesino del Sud – Helstone – a Milton, villaggio industrializzato del Nord inglese.

L’infelicità che rapidamente assale la nostra eroina, inizia a permeare anche le pagine del romanzo: si percepisce l’odore acre e sporco dell’aria malsana della città industriale, i lamenti dei malati e dei poveri, l’asfissiante cappa deleteria della morte, la violenta rabbia degli operai riottosi in sciopero; in breve, veniamo trasportati dalle bucoliche brughiere e dai campi aperti ad una condizione claustrofobica, in bilico tra la ricchezza dei pochi e la povertà dei molti.

Margaret Hale conoscerà John Thornton, proprietario di uno dei più importanti cotonifici di Milton, un uomo borioso e apparentemente superficiale. Lei, vestendosi di un’indole altezzosa e distaccata, manifesterà più volte il proprio disinteresse.

Nella mente del lettore attento, tuttavia, un’eco non smette di farsi sentire dall’inizio alla fine del romanzo: è la voce della penna di un’altra autrice, vissuta decenni prima di Elizabeth Gaskell e dalla quale la nostra scrittrice deve aver in qualche modo attinto mentre scriveva il suo Nord e Sud. Sto parlando di Jane Austen e del suo Orgoglio e pregiudizio, pubblicato nel 1813.

Molti sono, difatti, i punti di contatto tra questi due romanzi: oltre ai caratteri principali incarnati dai due protagonisti, ad esempio, è possibile notare come il signor Thornton incarni un signor Darcy urbano – che costruisce il proprio patrimonio invece che ereditarlo – e come l’irruzione in casa Hale da parte di Mrs. Thornton ricordi (sia per i toni sia per il posizionamento all’interno del romanzo) quella messa in atto da Lady Catherine de Bourgh nel romanzo di Jane Austen. La stessa Margaret Hale, il cui atteggiamento verso l’eroe può essere accomunato al pregiudizio che Elizabeth Bennet dimostra verso Fitzwilliam Darcy, è – a mio avviso – di chiara ispirazione austeniana.

La differenza più evidente – a livello di comunanza tra romanzi – si trova nel finale: l’happy ending gaskelliano è terribile, nella sua freddezza e ricorda vagamente quello de Il professore dell’amica Charlotte Brontë; tutt’altra verve, invece, possiede il finale di Orgoglio e pregiudizio.

Nord e Sud resta un romanzo piacevole, una lettura altalenante che vale – a mio avviso – la pena di affronare. Non credo, onestamente, che sia il romanzo meglio riuscito di Elizabeth Gaskell, della quale continuo sempre a preferire, su tutti gli altri suoi scritti letti fino ad ora, l’iconico Cranford.

Il mio voto:

Matteo Zanini

Titolo: Nord e Sud
 Titolo originale: North and South
 Autore: Elizabeth Gaskell
 Casa editrice: Jo March
 Prezzo: 15,00 €
 Pagine: 555
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