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Interviste

Speciale Lucca Comics and Games 2015: Intervista a Jérémie Moreau, disegnatore de: La scimmia di Hartlepool

Dalla leggenda della scimmia ritrovata a bordo della nave napoleonica naufragata nel villaggio inglese di Hartlepool alla graphic novel firmata da Wilfrid Lupano e Jérémie Moreau: questa è La scimmia di Hartlepool, opera appena insignita del Premio Speciale della Giuria alla manifestazione Lucca Comics & Games 2015. Il nostro speciale dedicato alla manifestazione toscana ci porta oggi a fare due chiacchiere con il disegnatore dell’opera, Jérémie Moreau. Andiamo a scoprire cosa ci ha detto…

Come sempre allo stand Tunué c’è gran ressa quando mi accingo ad intervistare Jérémie Moreau, il bravo disegnatore de La scimmia di Hartlepool: non appena mi presento Jérémie è contento di potersi alzare e distrarre dal caos dei padiglioni e dalla pila di libri da autografare.
Troviamo un angolino, un po’ scostati dalla ressa e iniziamo a parlare, in inglese ovviamente, visto che il francese del sottoscritto è pessimo oramai. Conosco così un ragazzo gentile e disponibile nonché ottimo disegnatore.
Ecco cosa ci siamo detti:

D – La storia della scimmia di Hartlepool è molto particolare e lo è anche la forte commistione tra scritto e immagini: quando Lupano (lo scrittore della graphic novel nds) ti ha dato il materiale su cui lavorare era già tutto pronto oppure avete collaborato passo a passo fin dall’inizio?

R – Il materiale è arrivato tutto assieme, ovviamente abbiamo continuato a consultarci ma ho sviluppato la parte grafica da solo; ho fatto il character designer per animazione e film e con questa esperienza alle spalle cerco sempre di trovare il giusto impatto grafico per le storie che devo disegnare.

12141755_1019533738078796_8501243470814561487_nD – Dunque è questa esperienza che ti permette di cambiare luci e colori man mano che la storia si incupisce e dare spessore, quasi a voler sottolineare i dialoghi dei personaggi?

R – Si, l’esempio maggiore secondo me è il momento del processo: è un momento di pericolo per la scimmia e rappresentarlo al tramonto, con le tinte di rosso che quasi trasfigurano i personaggi mi è sembrata una scelta appropriata.

D- Si tratta della tua prima graphic novel di carattere storico, ti sei documentato sull’ambientazione, sui vestiti ed i costumi dell’epoca?

R- Mi sono documentato ma ho preferito dare un interpretazione personale al look dei personaggi e della cittadina, dopotutto l’opera non vuole essere storicamente attendibile, ho cercato anche di ricreare il clima inglese, con cielo cupo e grigio, pioggia…[ride]

D – Il tema del razzismo è molto forte nel libro, siete riusciti ad inserire molti aspetti di questo tema, pensi che siamo condannati a vivere come gli abitanti del villaggio, sempre alla ricerca di qualcuno da incolpare e denigrare oppure riusciremo a fare come i bambini protagonisti e liberarci dai pregiudizi?

R – Penso che educando si possano ottenere grandi risultati, se educhi un bambino a pensare liberamente, se lo lasci libero di non avere pregiudizi non li avrà mai; purtroppo la nostra società incita spesso i bambini al razzismo, anche inconscio, ma credo che con l’educazione questo possa cambiare, infatti sono molto contento che La scimmia di Hartlepool sia anche usata in alcune scuole proprio come libro contro il razzismo (in Francia, dove è uscito nel 2012 nds).

Marco Castelletti