“La casa Tellier” di Iacopo Vecchio: la recensione

Sospesa tra una tela di Degas e le stampe di Toulouse-Lautrec, La casa Tellier. Da un racconto di Guy de Maupassant è un’opera tanto elegante quanto sensuale, un racconto affascinante come un acquerello e dal gusto retrò.

Storia di Madame, della sua casa di appuntamenti, aperta in Normandia sulla fine dell’Ottocento, e delle cinque ragazze che vi lavorano all’interno, coinvolte insieme con la protagonista in un viaggio inaspettato, che le condurrà per un impegno religioso nel  piccolo paesino di Virville.

Tratto dall’omonimo racconto di Guy de Maupassant del 1881, La casa Tellier narrata ed illustrata da Iacopo Vecchio per Hop! edizioni, affida il ruolo primario della narrazione all’immagine, in un susseguirsi di scene armoniche, dai colori tenui e dai tratti morbidi.

L’autore usa un approccio minimalista, privo di inutili orpelli narrativi e grafici. I dialoghi sono essenziali, brevi e di forte impatto, le tavole s’imprimono nella memoria come istantanee senza tempo.

Protagoniste indiscusse del libro sono le donne: donne alte e dalla gote rosse, donne  dalle risate acute e stridule, donne comuni e donne eleganti, donne lascive e donne enigmatiche, imperscrutabili.

In bilico tra il sacro e il profano, il racconto di Iacopo Vecchio supera i confini delle pagine del volume e porta con sé un messaggio che va oltre la semplice storia narrata, una riflessione profonda sulla condizione umana e sulle scelte che la vita a volte costringe a fare, tra contraddizioni e compromessi.

“Si porta a spasso per il paese l’amore sacro e l’amor profano.”
Bocca di rosa, Fabrizio de André

Il mio voto:

Roberta Taverna

 
 Titolo: La casa Tellier. Da un racconto di Guy de Maupassant 
 Autore: Iacopo Vecchio
 Casa editrice: Hop! edizioni
 Prezzo: 15 €
 Pagine: 64
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